MAURO CORONA

MAURO CORONA

Dialoga con:

Federica Augusta ROSSI

LE ALTALENE

Un racconto poetico e sentitissimo, in cui Corona lascia libero il flusso dei ricordi e si concede ai suoi lettori con assoluta e generosa sincerità. I suoi luoghi, Erto, la diga, la montagna, così come le persone della sua vita, vengono filtrati dal tempo passato, e forse perduto, in un romanzo-monologo dove la profondità e il fascino del racconto sono impreziositi da una voce narrante sempre più risolta e convincente.

Dal giorno in cui, sessant’anni fa, piovve terra sulla terra, e terra nell’acqua, e terra su duemila anime morte, di cui quattrocentottantasette bambini, a Erto il tempo ha continuato a oscillare tra dolore e speranza di rinascita, ricordi tragici e difficili presenti, memoria di una povertà aspra e dura ma viva e vitale che si riflette nel benessere vuoto e triste dell’oggi. La voce narrante di questo romanzo lirico, struggente, ferocemente intimo, conduce il lettore in un continuo andare e venire su e giù nel tempo: il vecchio ricorda e racconta il suo mondo com’era, prima che la cieca avidità dell’uomo lo distruggesse, e insieme racconta la sua vita, l’infanzia e la prima adolescenza, la spensieratezza di tre fratelli che si alterna alla incomprensibile violenza della vita famigliare, e che si deve misurare con il tormento di una comunità stravolta dal dolore. E poi la maturità e la vecchiaia, il presente, che porta su di sé il peso di una vita intera: e il simbolo di tutto questo sono le altalene del paese, che il narratore ricorda nel loro oscillare gioioso tra le grida felici dei bambini, e che vede oggi ferme, vuote, arrugginite.

Ha seguito fin da bambino il nonno paterno (intagliatore) in giro per i boschi. Intanto, il padre lo portava a conoscere tutte le montagne della valle. Dal primo ha ereditato la passione per il legno, diventando uno degli scultori lignei più apprezzati d’Europa; dal secondo invece l’amore per la montagna. Alpinista e arrampicatore fortissimo, Mauro Corona ha aperto oltre trecento nuovi itinerari di roccia sulle Dolomiti d’Oltre-Piave.
È autore di, tra gli altri, Il volo della martora (CDA & VIVALDA, 1997, riedito da Mondadori nel 2014), di Finché il cuculo canta (1999), Gocce di resina (2001) e La montagna (2002) per Biblioteca dell’Immagine. Per i tipi Mondadori invece ha scritto Nel legno e nella pietra (2005), Aspro e dolce (2006), Vajont: quelli del dopo (2006), L’ombra del bastone (2007), I fantasmi di pietra (2008), Cani, camosci, cuculi (e un corvo) (2008), Storia di Neve (2008), Le voci del bosco(2009), Il canto delle manére (2009), La ballata della donna ertana (2011), Come sasso nella corrente (2011), La fine del mondo storto (2012, vincitore del premio Bancarella), La voce degli uomini freddi (2013), Una lacrima color turchese (2014) e delle raccolte di fiabe Storie del bosco antico (2007) e Torneranno le quattro stagioni (2010). Altri scritti da citare sono La casa dei sette ponti (Feltrinelli, 2012), Confessioni ultime. una meditazione sulla vita, la natura, il silenzio, la libertà (Chiarelettere, 2013), Favola in bianco e nero(Mondadori, 2015), Quasi niente (con Luigi Maieron, Chiarelettere 2016) e Nel muro (Mondadori 2018), Il passo del vento (con Matteo Righetto, Mondadori 2019), L’ ultimo sorso. Vita di Celio (Mondadori 2020) e Le altalene (Mondadori, 2023).

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