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Castello di Valbona

Lozzo Atestino

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Padova

La storia

Origini antiche
Il castello sorge ai piedi del versante occidentale del Monte Lozzo, nei Colli Euganei, su un territorio abitato fin da epoche remote: nella zona sono stati trovati resti di palafitte e, poco sopra il castello, tracce di un'antica fortificazione paleoveneta. La sua edificazione risale al XIII secolo (nel primo quarto del secolo, completato nell'assetto attuale prima del 1280), anche se alcune fonti ne fanno risalire origini ancora più remote. I primi proprietari furono i Signori Da Lozzo.
Un ruolo strategico crescente
Il castello è menzionato già nel 1258 nel Codice di Gianfrancesco Capodilista, ma all'epoca era considerato una semplice dipendenza del più importante Castello di Lozzo. La situazione cambiò radicalmente nel 1313: durante la guerra tra Padova e Cangrande della Scala, il conte Nicolò II da Lozzo tradì la causa padovana e, per evitare che il proprio castello cadesse in mano nemica, ne causò la distruzione da parte degli Scaligeri. Da quel momento Valbona, trovandosi al crocevia delle strade tra Montagnana ed Este, assunse un'importanza strategica centrale.
L'epoca dei Carraresi
Intorno al 1338 i Carraresi, signori di Padova, presero possesso delle fortezze di Pendice, Lozzo, Valbona e Cinto. Sotto Ubertino I da Carrara il castello fu restaurato e fortificato, come testimoniato dall'insegna carrarese apposta sopra le sue porte, e divenne un punto di controllo cruciale per i commerci lungo il Canale Bisato.
Il dominio veneziano e i secoli successivi
Con l'avvento della Repubblica di Venezia il castello perse gradualmente rilevanza militare diretta, restando però un punto di osservazione del territorio. È uno dei pochissimi castelli della zona sopravvissuti quasi intatti al decreto veneziano del 1426, che imponeva la distruzione dei castelli privati o la loro trasformazione in ville. Durante la guerra della Lega di Cambrai (1509-1518) fu occupato temporaneamente da una guarnigione francese. Nell'Ottocento subì pochi rimaneggiamenti, per adattarne una parte ad abitazione, e durante la Seconda guerra mondiale vi trovarono rifugio le truppe naziste.
Oggi
Riacquistato dagli antichi feudatari nel 2021 e interamente ristrutturato, il castello — con le sue quattro torri esagonali, il mastio centrale e le mura merlate — è oggi vocato a uso museale e congressuale, con un percorso interattivo dedicato alla storia dell'agricoltura e delle armi, oltre a un ristorante interno.

Informazioni

Via Castello 2

Lozzo Atestino

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Padova

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